Nicola Chiaromonte (materiali)
Una biografia, il ricordo di lui, alcuni scritti, le lettere della rottura con G. L. e quelle ad Anne Coppel, una bibliografia e le interviste su di lui da "una città"
Nicola Chiaromonte (in costruzione)
Nicola Chiaromonte (Rapolla, Potenza 1905 - Roma 1972) trascorre la giovinezza a Roma. Fra i suoi amici degli anni universitari vi sono Paolo Milano, Giorgio Diaz de Santillana, Dino Terra e Alberto Moravia. Interessato alla filosofia e al teatro, entra giovanissimo a far parte del cenacolo filosofico di Adriano Tilgher. I suoi primi articoli appaiono nel Mondo di Giovanni Amendola e in Conscientia di Giuseppe Gangale. Continua.
Hanno scritto di lui
- Pietro Adamo
- Ugo Berti
- Enzo Bettiza
- Gino Bianco
- Arturo Colombo
- Piero Craveri
- Aldo Garosci
- Enzo Golino
- Irena Grudzinska-Gross
- Wojciech Karpinski
- Clotilde Marghieri
- Mary McCarthy
- Paolo Milano
- Czeslaw Milosz
- Adriana Montini Bianco
- Giovanni Russo
- Enzo Siciliano
- Ignazio Silone
- Gregory Sumner
- Massimo Teodori
- Leo Valiani
Alcuni scritti
- La legge sociale, dopo Proudhon
- Stato e minoranze rivoluzionarie
- Parole confuse
- La nuova sinistra
- A lume di ragione
- Pierre J. Proudhon, un pensatore scomodo
- Prigioni in Spagna
- A proposito di "fatto sociale", mito e sacro
- Carissimo Andrea
- Caro Ignazio
- Intervento sul teatro
- Violenza e non violenza
La rottura con Giustizia e Libertà
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Melanie von Nagel e Chiaromonte
Corrispondenza con Anne Coppel
Riportiamo tre lettere, del 1966 e '67, tratte dalla corrispondenza fra Nicola Chiaromonte e la giovane Anne Coppel, figlia di amici di famiglia dei Levi. Qui la lettera che Anne Coppel ci ha inviato, a testimonianza e ricordo della lontana amicizia con Chiaromonte
L'ultima intervista e il ricordo degli amici
Le interviste su Nicola Chiaromonte, da Una città:
La straordinaria figura di Nicola Chiaromonte, discepolo di Andrea Caffi, amico di Moravia, Camus e Malraux, con cui combattè in Spagna, critico radicale di ogni ideologismo, di ogni totalitarismo, di ogni società che vive in malafede, pronta a credere a ogni menzogna. Fu nemico spietato del mito dello Stato, nato con la modernità, che accomunò Mussolini, Stalin e Hitler. L’esperienza feconda di Tempo Presente, condivisa con Ignazio Silone. Grande libertario, incompreso dalla sinistra, stalinista e non, continuò a credere nella necessità di gruppi e comunità che si opponessero alla deriva, oppressiva e permissiva insieme, della società occidentale.
Intervista a Gino Bianco
La sincerità sconvolgente, per la sinistra innanzitutto, di Pasolini. Se del 68 Chiaromonte rigetta la ricerca dell’appagamento di tutti i desideri, cardine della società dei consumi, Pasolini denuncia l’identificazione con l’aggressore di tanta sinistra giovanile e, al fondo, dello stesso marxismo, che ama il capitalismo e la sua tensione al futuro. Un populismo libertario e il "fondo oscuro dell’esistenza”.
Intervista a Filippo La Porta
L’esperienza e la riflessione preziosa di quel gruppo di pensatori militanti, antifascisti radicali, come Rosselli, Caffi, Berneri, Chiaromonte, che videro anzitempo la natura dei due totalitarismi e rifiutarono il rivoluzionarismo finalista, in nome di una sperimentazione di società aperte, libere, in cui anche il mercato, liberato dall’orrore capitalistico, diventasse fattore di liberazione e di libertà.
Intervista a Pietro Adamo
Il Congresso per la libertà della cultura, che ebbe fra i suoi protagonisti Silone e Chiaromonte, sostenne gli intellettuali perseguitati sia dai regimi comunisti dell’Est che dalle dittature fasciste del Sud Europa; la polemica sui "soldi della Cia”.
Intervista a Roselyne Chenu
