Audioteca

Descrizione dell'audioteca, composta dalle interviste digitalizzate realizzate dalla rivista "Una citta"

Audioteca


La biblioteca si propone di raccogliere un'audioteca; lo stimolo a questo le deriva in primo luogo da un dato pratico: la donazione alla Fondazione Lewin dell'intero archivio audio della rivista Una città (circa 2200 interviste ben conservate per un totale di circa 2000 ore di sonoro); in secondo luogo dalla considerazione, che condivide con i redattori della rivista Una città (essendo essi, fra lʼaltro, tutti sottoscrittori della Fondazione) dell'importanza dello strumento dell'intervista e, in particolare, di quella lunga, caratteristica più della "storia orale” che del giornalismo. Oggi il patrimonio audio donato dalla rivista Una città è stato completamente digitalizzato. La digitalizzazione consentirà, oltre ad una migliore conservazione, anche un utilizzo più agevole nel senso della messa a disposizione dei materiali contenuti per studi e ricerche. Al momento è possibile solo la consultazione in sede. Contiamo di mettere prima possibile online il data base delle interviste, da poter poi essere ascoltate previa liberatoria.
 
Riportiamo lʼapprezzamento per il lavoro della Fondazione espresso da Vittorio Foa durante unʼintervista video sul tema della memoria (edita in dvid dalla casa editrice Una Città): "Voglio cogliere questa occasione per dire lʼoriginalità del modo in cui voi avete risuscitato una memoria. Non avete soltanto riprodotto una memoria, lʼavete fatta rinascere facendo emergere anche gli affetti a essa collegati, e che potevano essere sopiti, rimossi dal tempo e anche dall'opera infame degli uomini che avevano collaborato col tempo nell'opera di rimozione. Questo mi fa venire in mente un aspetto della vostra esperienza che ha a che fare, in qualche modo, con il problema del ricordo, ed è il vostro modo di fare delle lunghe interviste. Ecco, è questo che mi colpisce: la lunghezza non è solo una caratteristica fra altre di un modo di fare interviste, è unʼaltra cosa, è la richiesta di una valutazione nei tempi lunghi. Si chiede a qualcuno non soltanto di dire quello che pensa, ma di pensarlo in tempi lunghi. Ora, a mio giudizio, il sollecitare i tempi lunghi è decisivo. Noi siamo tutti inchiodati al tempo immediato in un modo addirittura brutale, ma quando possiamo portare il nostro pensiero su dei tempi diversi, noi sentiamo che i problemi cambiano. I problemi diventano diversi”.