ANNO III – numero 8

Articoli del fascicolo – Fiera letteraria

Articoli (24)

  1. Un manifesto
    pp. 1
  2. Intervista con WilliamsL'autore di "Zoo di vetro" ammira Pirandello, crede nel teatro di cultura, tollera la scenografia, e disprezza il cinema.
    Mattia, Ettore G. pp. 1
  3. Tristezza e verità di Toulouse-Lautrec
    La Cava, Mario pp. 1–2
  4. Impegnarsi
    Fabbri, Diego pp. 1–2
  5. Polemica Russo-Quacquarelli
    pp. 2
  6. Piano Forte
    pp. 2
  7. Appendice della Fiera letterariaDiario di un medico malato (7)
    Allendy, René pp. 2
  8. I capi mozzi di Marino MariniLa sua arte attende di ghermire l'immagine del pittore Morandi e di "mozzargli la testa" in un grande ritratto
    Bertocchi, Nino pp. 3
  9. L'invernoPoesia
    Vigolo, Giorgio pp. 3
  10. 400 anni di teatro shakespeariano
    Lipson, Aldo pp. 3
  11. Di ritorno
    Pacuvio, G. pp. 3
  12. Biblioteca. La filosofia di Hegel
    Lo Verde, Giuseppe pp. 4
  13. Biblioteca. La vera vita
    Petrocchi, Massimo pp. 4
  14. Premi letterari. Santo Babila protegge Ungaretti; Milena Milani batte di misura Santucci e Del Buono
    Bonfanti, Giosue pp. 4
  15. Rassegna delle riviste
    pp. 4
  16. Fuori sacco. A Alberto Savinio
    Vicari, Giambattista pp. 4
  17. L'impressionismo alla prima "Biennale"Nel 1910 la "Biennale" dedica una retrospettiva a Renoir; il Ministero della Pubblica Istruzione acquista un Lavery; la Galleria d'Arte Moderna di Venezia un altro Lavery, un Klimt e un Curtens.
    Pallucchini, Rodolfo pp. 5
  18. Mostre romane
    Ciarrocchi, Arnoldo pp. 5
  19. Le tappe di BoccioniBoccioni ha inferto un primo colpo rivoluzionario all'equilibrio fra riproduzione naturale e visione soggettiva della natura.
    Dorfles, Gillo pp. 5
  20. Meridiano di Parigi
    Ancona, Aldo pp. 5
  21. Il teatro. Palcoscenico di prosa
    Pavolini, Corrado pp. 6
  22. Il cinema. Amanti senza amore
    Prosperi, Giorgio pp. 6
  23. La radio. Un nuovo radiogramma
    Vasile, Turi pp. 6
  24. Intervista con Marcel CarnéIl regista di "Alba tragica" ritiene il cinema americano pericolosamente standardizzato, non conosce l'ultima produzione sovietica, e ritiene che il "realismo" italiano è il solo ad arricchire di globuli rossi l'organismo cinematografico mondiale.
    F., D. pp. 6