Anno VI – Numero 47
Articoli del fascicolo – Una città
- Anno
- 1996
Articoli (15)
- gennaio-febbraio (sommario)
- un mese di un annoEssere terziÈ la società civile ad essere fortemente sostanzialità e nella stessa sinistra una cultura garantista non è tradizionale. Le continue emergenze portano a torsioni del processo penale. I meriti, per esempio a Palermo, di procure non più influenzabili dal potere politico. Perché la separazione delle carriere è pericolosa e può essere evitata provvedendo altrimenti a rendere difficile il cambio di funzione
- In memoria di Avdo
- di terzo settore e altroMercato socialeLe società di muto soccorso e le opere pie del secolo scorso, nate ancor prima dello Stato sociale. Nel no profit non distribuire profitti non vuol dire non farne. Una realtà giovanile fra impegno politico dal basso e una nuova imprenditorialità
- di terzo settore e altroProgetti di stradaOperatori di strada fra le prostitute, mediatori culturali per extracomunitari, gruppi di quartiere per ragazzi disagiati che evadono la scuola per troppo benessere, campi nomadi. Il tentativo di una giunta di dare priorità al sociale
- di Algeria, immigrazione e altroVie di mezzoLe donne algerine che hanno detto al mondo di non voler integralismo e violenza ora aspettano la riforma dell'infame diritto di famiglia. Il giovane che tutto il giorno, appoggiato a un muro, sogna il Canada o l'anonimato delle città europee. La capacità delle donne immigrate di inventare, di fare compromessi, di mediare fra le due appartenenze, di conquistare poco a poco spazi di libertà
- lettera da Sarajevo
- di razzismo e antirazzismoRazzismo e differenzaCome è potuto succedere che il relativismo culturale, cavallo di battaglia dell'antirazzismo, sia divenuto il fondamento di un nuovo razzismo, non più biologia, non più convinto dell'inferiorità di qualcuno, ma esaltatore della differenza e del valore di ogni cultura. La necessità di riaffermare con forza il primato dell'universale: gli uomini non sono condannati fatalisticamente a vivere nella cultura in cui nascono, al contrario. La tenuta, per ora, degli stati nazionali. L'allontanamento dalla religione spinge gli individui alla mescolanza. La necessità di ripensare tutti i nostri strumenti di lotta
- dall'EuropaUno sciopero conservatore?Uno sciopero, erroneamente scambiato per generale, che ha visto in prima fila il pubblico impiego in una difesa comprensibile di uno status quo anche discutibile. Il rischio ch ei due terzi di una società che produce esclusione lottino perché nulla cambi. Gli accenti nazionalistici dello sciopero. La scoperta, non raccolta politicamente, di nuove forme di conviviali metropolitane, caratterizzate dalla lentezza
- dall'EuropaQuel silenzioIl dibattito fra i Verdi tedeschi sulla necessità di un intervento militare in Bosnia, conclusosi con la vittoria, di misura, dei contrari a ogni azione militare. Un pacifismo di principio che, per riaffermare una pratica comunque non-violenta, rischia di dimenticare Aushwitz. La battaglia contro lineria davanti al genocidio.
- di problemi di confineIl tabù che non c'èAlla base della sperimentazione sugli animali c'è un presupposto etico-culturale, non scientifico. Quello che dice che si può fare agli animali ciò che non si può fare all'uomo. La sperimentazione animale è divenuta uno scherno alla pigrizia della ricerca, un alibi alla commercializzazione di prodotti nocivi per l'uomo. La sempre maggiore difficoltà di usare un modello animale per le malattie moderne. La spinta alla ricerca di pratiche alternative deve venire dalla società prima che dalla scienza
- Il doppio Ismaele
- di guerra civile e altroViolenza in libertàIl perché del rifiuto, da parte di tanti protagonisti, della definizione di guerra civile e l'abuso che se ne può fare in caso di persecuzioni e genocidi. Quel di più di violenza di cui si ha imbarazzo. La guerra totale che mutua la crudeltà e l'assenza di regole della guerra civile, i racconti di atrocità false. La zona grigia.
- interventiQuel tedesco a Marzabotto
- storieLe firmeIl giorno tremendo in cui vieni a sapere che stanno raccogliendo le firme contro di te. L'inizio di una lotta quotidiana ed estenuante per difendersi da spacciatori "marocchini", da cittadini che ormai ti detestano, dalla polizia che ti sospetta