Anno V – Numero 42

Articoli del fascicolo – Una città

Articoli (15)

  1. giugno (sommario)
    pp. 1
  2. Un mese di un anno
    pp. 2
  3. La grande forbiceLa grande stabilità dell'elettorato italiano malgrado tutto il nuovissimo degli ultimi anni. Non ci si sposterà dal 51-49%. Il fallimento di tutti gli obbiettivi della riforma elettorale. I cambiamenti epocali nel tessuto socioeconomico del paese. La fortissima divaricazione fra redditi, fra nord e sud, fra Itali e Europa
    Vannucci, Andrea (intervistato) pp. 2–3
  4. Dell'AlgeriaE' guerra alle donneLa violenza orripilante scatenata dagli islamisti contro le donne per escluderle dal lavoro e rinchiudere in casa a fare figli. Il precedente dell'infame Codice della famiglia. L'impossibilità per le donne algerine di restare equidistanti fra governo e islamisti. Gli incredibili brogli elettorali in seggi presidiati da barbuti e la resistenza delle donne che ha sventato l'avvento di una teocrazia
    Sgrena, Giuliana (intervistata) pp. 4–5
  5. dell'AlgeriaL'eroica normalitàNon è una guerra civil perché non c'è guerra fra due fazioni della popolazione e non c'è stato colpo di stato perché il Fis è un partito anticostituzionale, che aveva imbrogliato le elezioni, e che, se avesse vinto, avrebbe eliminato la democrazia. Questi uccidono gli inermi, vogliono la guerra e la guerra non è mai bella. Gli europei si ricordano che Hitler andò al potere democraticamente. La resistenza quotidiana di tante donne algerine che continuano a fare la loro vita ignorando le minacce di morte. Intervista ad una signora algerina
    pp. 5
  6. di cittadini e servizi socialiStato sociale e rancoreIl punto massimo di sfiducia nello Stato come erogatore di servizi continua ad alimentare rancore e ribellione antifiscale e , al fondo, rifiuto della politica. Il primo obbiettivo deve essere quello che lo Stato, nei suoi campi fondamentali, sanità e scuola, impari a produrre affettività. La differenza ormai cronica e l'avvelenamento prodotto dalla via giudiziaria alla difesa dei diritti. Uno stato sociale anche per gli esclusi, non solo egualitario per gli inclusi.
    Bonomi, Aldo, Bucarelli, Filippo, Moreno, Cesare pp. 6–7
  7. Sarajevo, giugno '95L'appartamentoIl 30 settembre del '92, quando il quartiere di Grbavitza fu diviso da Sarajevo e risuonarono le grida che dicevano "balja fuori". L'incredulità di tanti inel grande condominio interfonico dove già erano attivi turni di guardia contro i cosiddetti banditi. La vecchia signora che non volle lasciare i ricordi e forse i marchi nascosti nell'appartamento. il "nostro" e il "loro" etnici. Appartamenti scambiati, a volte espropriati, a volte tenuti come "in prestito". Il cammino verso un ponte che porta dove bombardano
    Music, Lejla (intervistata) pp. 8–9
  8. La battaglia decisiva
    pp. 9
  9. Le immagini ti scelgono come i cecchini
    pp. 8–9
  10. di storia del movimento operaioIl sogno del sindacatoIl sindacalismo rivoluzionario, basato sull'azione diretta e sullo sciopero generale e finalizzato al superamento delle divisioni ideologiche, non supero la prova della grande guerra. A differenza dei francesi, tanti interventisti italiani formarono l'ala movimentata del fascismo. Fra anarcosindacalismo sovietico e un riformismo ormai statalista fu inevitabile il ritorno ai partiti e alle loro divisioni. La lezione, che resta, di un sindacalismo che comprenda anche gli esclusi
    Antonioli, Maurizio (intervistato) pp. 10–11
  11. di storia recenteUn'impresa politicaDall'utopia urbanistica di Milanodue, all'imprinting antropologico dei suoi dipendenti, alle adunate allo stadio tutto dimostrava che Berlusconi era un politico prestato all'imprenditoria. L'incapacità a capire della sinistra. Il precedente di Mattei. L'illusione sulla bontà liberatoria delle nuove tecnologie televisive. L'uso che la destra fa della tv in tutto il mondo e l'odio di Kennedy per la mediazione
    Martini, Paolo (intervistato) pp. 12–13
  12. diario europeo
    Langer, Alexander pp. 13
  13. di discussioniIl male dell'innocenzaPer Hannah Arendt l'innocenza, virtù in ambito privato, è grave manchevolezza in ambito pubblico, perché significa non interessarsi di politica, non assumersi responsabilità, subire passivamente e aprire così strada ai pericoli totalitari. La tragedia del popolo ebraico che protestava la propria innocenza. Nella burocratizzazione e banalizzazione il male radicale dei nostri tempi. I diritti umani astratti, naturali, anticamera di ogni sopruso. L'importanza dei diritti della cittadinza
    Illuminati, Augusto (intervistato) pp. 14–15
  14. Stazioni
    Anedda, Antonella pp. 15
  15. storieHanno ucciso il libraioInnamorasi da giovani di una città in cui i libri e la musica si mischiavano con l'oriente, con la casbahe il deserto, in cui il mare, il clima, il cibo, tutto era magnifico, in cui brillava alto, dopo la sofferenza, il sole dell'avvenire. Una città da cui si fugge, dove il fascismo islamista scatena la violenza di giovani disoccupati contro donne, stranieri e intellettuali.
    Taroni, Magda (intervistata) pp. 16