Anno V – Numero 40
Articoli del fascicolo – Una città
- Anno
- 1995
Articoli (13)
- aprile (sommario)
- un mese di un annoGioirono per Moro...L'indegno conflitto di interessi che non interessa a nessuno, in un paese in cui furbizia e debiti sono considerati garanzie per la collettività. classi dirigenti che, dopo il fascismo, hanno continuato a governare con la DC e che oggi si rivendicano apertamente. La Resistenza, unico fatto rivoluzionario della nostra storia.
- Vuoto a vincereLa svolta di Fiuggi: l'eredità del blocco di potere democristiano raccolta da chi fino a ieri, per salvaguardare la nicchia elettorale nostalgica, inneggiava al fascismo del 2000. Il pericolo della spregiudicatezza nel vuoto programmatico e culturale
- dall'Albergheria di PalermoFare bella una piazzaUn volontario che riesca a portare le istituzioni dove non ci sono mai state. La lotta alla dispersione scolastica è lotta antimafia. Il degrado urbanistico, il richiamo della delinquenza, ma anche e le grandi energie dei giovani. Riuscire a stare nei luoghi, a mettersi nei panni dei ragazzi scippatori divenuti ormai spietati
- Osservazioni di un insegnante genitore refrattario
- di idee della sinistraA ognuno la sua bancaMentre in europa si discuteva su come le èlites potevano guidare gli oppressi alla conquista del potere, gli anarchici americani discutevano di antitrust, di voto alle donne, di diritti e poteri dei consumatori, di difesa della proprietà individuale, di copyright. L'odio per uno stato liberticida e il principio della sovranità dell'individuo non sono affatto patrimonio esclusivo del liberalismo
- problemi di confineNel tempo rimastoDalla terapia del dolore alle cure palliative, da queste all'attenzione alle problematiche psicologiche e spirituali del paziente senza speranze: è il tragitto di quei medici che si sono rifiutati di considerare normale il morire fra atroci sofferenze. In venti anni la malattia inguaribile non è più considerata incurabile. L'uso della morfina per via orale può risolvere la maggior parte dei problemi. Vincere il dolore offre una possibilità di poter vivere dignitosamente e normalmente anche la propria agonia. La complessità del dolore fisico: quello insopportabile di una madre dipendeva dalla preoccupazione di lasciare un figlio senza futuro. Le difficoltà che incontra un medico di fronte alla richiesta di dialogo sulle domande ultime da parte di pazienti che non si rassegano
- di ambiente ed altroAl fondo del fiumeAd attestare la qualità dell'acqua non sono tanto le analisi chimiche finalizzate all'uso, quanto le forme di vita del fondo del fiume. La straordinaria capacità autodepurativa dei fiumi compromessa dalle manomissioni ed emulato malamente dai depuratori, brutte copie costosissime. Le alternative ci sono
- di mestieri, lavori e altroGiacche blu e motoriniSpirito di gruppo, autonomia personale, meritocrazia. Il fastidio del dover vestire tutti uguali e il rischio di omologazione. La fiducia in un Berlusconi che ricorda tutti, è attento ai problemi, anche personali, di tutti. L'improvviso impegno politico di chi non. sapeva cos'è una costituzione e l'attacco "repressivo" della magistratura che ha unito i dipendenti nonché i clienti reali e potenziali. Spot e poli televisivi
- di un libroIl dono delle lacrimeil male è ineluttabile, necessario destino naturale che va solo riconosciuto, oppure è scelta, è colpa, è qualcosa che potrebbe non essere? La questione fondamentale della libertà originaria, finora mai pensata da una metafisica che faceva coincidere il male con il nulla. L'unicità di Auschwitz è forse quella volontà del male per il male. La solidarietà nella colpa, l'espiazione che apre all'altro e al mondo. La risposta più difficile: quella al dolore del bambino e dell'idiota, al dolore dell'innocente
- stazioniLa rattristante crudeltà
- Sarajevo, aprile 95
- storieLa decimacooperazione senza cooperanti, la scelta fatta tanti anni fa, ai tempi del Concilio, da parsone che si autotassano per sostenere piccoli progetti nel Terzo Mondo. L'esperienza edificante degli incontri con le persone di là. Senza che manchi nulla, uno stile di vita un po' sobrio, meno conquista, simile, in fondo, a quello i una certa borghesia austera che oggi non c'è più