Anno V – Numero 39

Articoli del fascicolo – Una città

Articoli (13)

  1. marzo (sommario)
    pp. 1
  2. un mese di un annoScorciatoie per il baratroIl 29 aprile del 93, una data che resterà nella storia del paese, quando il "partito del crollo" trainato dal giustizialismo di Lega e Rete tende una trappola al governo Ciampi. Ogni ipotesi di transizione graduale, per riscrivere le regole e dare tempo alle forze politiche di cambiare, viene travolta dalla fretta di vincere che si impossessa di una sinistra che di lì a poco sarà travolta. Una pagina di storia da meditare.
    Boato, Marco (intervistato) pp. 2–3
  3. da AlbaRivedere il pavimentoUna delle fabbriche più moderne del mondo sommersa dal fango, da sabbia da detriti di ogni genere che in 25 giorni riprende la produzione. Un miracolo dell'abnegazione e cooperazione di migliaia di dipendenti e dirigenti, rimasto sconosciuto anche per la riservatezza della gente delle Langhe.
    Risso, Claudio (intervistato), Faroppa, Silvano (intervistato), Cane, Chiara (intervistata) pp. 4–5
  4. Ancora coincidenzeUna ragazza abbagliata dall'occidente che però sa tutto di armi, tiene testa ai giudici, parla cinque lingue e, forse, ha cinque anni in più. Il caso carico di misteri della Uno Bianca sembra girare attorno all'età di un giovane venuta dall'est
    Riva, Gigi pp. 5
  5. da NapoliCos'hai?Quando si vede che l'altro è malintenzionato e per paura purtroppo si passa alle mani. Il segnale di una frase detta in dialetto. L'ignoranze che ti isola e ti spinge a rispettare chi per paura è rispettato. Cosa significa abitare in un quartiere che è tuto il mondo. L'importanza della scuola per intravvedere un'altra strada e l'incontro con una professoressa che ti fa vergognare volendoti bene. Intervista a un giovane studente napoletano
    pp. 6–7
  6. Il vertice della povertàIl reddito del ricco sessanta volte quello del povero, più di un miliardo di persone con meno di un dollaro al giorno. Sono i risultati del liberalismo economico. Se ne parlerà al vertice Onu di Copenaghen
    Siniscalchi, Sabina (intervistata) pp. 7
  7. famiglia e aidsUsare il doloreUna malattia tradita dalla borghesia e dalla cultura. Il rischio terribile di creare ghetti per moribondi. Le devastazioni prodotte nelle famiglie e nell'opera di prevenzione dall'immagine dell'ammalatosi Aids come poveretto, come appestato. La paura degli altri e l'isolamento in cui vivono ammalati e famiglie. La figura della "madre addolorata" che è quella che solo interessa alla tv. L'errore di considerare cattivo chi chiede se è pericoloso stare in ascensore con un ammalato. Il rischio di un volontariato gigantesco che perda di vista il piccolo territorio e la rete di amicizie per trasformarsi in baracconi autoreferenziali che riproducono inefficienza e burocrazia tipiche dello Stato. L'Aids era una grande occasione civile che stiamo perdendo
    Barzaghi, Ulla (intervistats) pp. 8–9
  8. di un manualeImmagini al tattoNel disegno in rilievo la possibilità, per i ciechi, di avvicinarsi finalmente alle immagini. Il necessario sforzo di astrazione per la perdita di rapporto col volume dell'oggetto compensato da potenzialità sono pressoché illimitate
    Levi, Fabio (intervistato) pp. 10–11
  9. di pubblico impiegoI cento progettiDal videogioco dei Vigili del Fuoco romani sugli incidenti domestici alla consegna a vista del libretto di circolazione della Motorizzazione di Arezzo, cresce, nel pubblico impiego, uno spirito di iniziativa che va incoraggiato dall'alto.
    Bucarelli, Filippo (intervistato) pp. 11
  10. di scuolaLa piccola punturaPassare da lontano per ritrovare le storie di casa propria, per imparare ad ascoltare e per riscoprire l'essenzialità della sopravvivenza e della materialità del vivere. L'ospitalità che stiamo perdendo e la ricettività del bambino verso chi viene da lontano. La velocità nemica dell'atto educativo e l'importanza dell'atto teatrale.
    Lorenzoni, Franco (intervistato) pp. 12–13
  11. di scuolaViaggio a TuzlaLe riflessioni e il diario di tre sudtirolesi/altotesini nella città di Tuzla, una della città della ex Jugoslavia che ha tentato di resistere alla devastazione monoculturale. Un convegno per raccogliere le forze democratiche della Bosnia e per ricostruire, partendo dal basso, condizioni di convivenza.
    Rabini, Edi pp. 13
  12. di televisione e altroA TurnoLa caduta di qualità dei programmi e della professionalità nell'epoca della neo-tv, fatta di flusso quotidiano e chiacchiericcio. Contenitori di pubblicità che devonono pubblicizzare se stessi. L'indissolubile nesso fra democrazia e Tv e le due derive: plebiscitaria della destra e elitaria della sinistra. La comunicazione da uno a molti e il grande problema della "personalità televisiva"
    Ortoleva, Peppino (intervistato) pp. 14–15
  13. storieUn pezzetto di futuroGuardare la sofferenza significa fare qualcosa. Un'abitudine alla condivisione che s'è persa. la capacità di attenzione in una città come Perugia. Associare le famiglie per costruire un futuro, non solo per mettere toppe al presente. Un centro diventato punto di ritrovo per i giovani
    Sereni, Clara (intervistata) pp. 16