Anno V – Numero 38

Articoli del fascicolo – Una città

Articoli (15)

  1. gennaio-febbraio (sommario)
    pp. 1
  2. un mese di un anno
    pp. 2
  3. Opinione pubblicaIl sondaggio, a volte anche manipolato, è ormai usato come slogan e come strumento di pressione. La piazza telematica non sarebbe democrazia diretta ma tirannide. In un paese spaccato in due dove il risultato elettorale lo decideranno gli incerti, il controllo dei mezzi di comunicazione televisivi può essere decisivo. La necessità di un grande coalizione per la difesa di una democrazia in pericolo. il rischio serio di quei cinque milioni di italiani che sono contro il parlamento
    Calò, Giorgio (intervistato) pp. 2–3
  4. di problemi di confineLa frontiera dell'inizioEmbrioni tenuti in lavoratorio in azoto liquido per essere dati alla sperimentazione. Il problema dell'identità familiare del bambino nel caso della fecondazione eteronoma. La riduzione fetale operata nel caso di gravidanze plurigemellari, l'escamotage del pre-embione. La fecondazione artificiale in vitro, ancora più che il problema dell'aborto, ci sta ponendo domande ultime e drammatiche sulla vita dell'uomo
    Casini, Carlo (intervistato) pp. 4–5
  5. I nomi del maestro
    Melazzini, Carla pp. 5
  6. di storia del socialismoL'eresia dell'eticaL'identificazione fra socialismo e abbattimento del capitalismo è alla base della fine del socialismo reale e della crisi della socialdemocrazia. L'importanza di quegli eretici del socialismo, Merlino, Caffi, Rizzi, allora emarginati perché vedevano il socialismo non come negazione di qualcosa ma come affermazione di un'etica.
    Berti, Nico (intervistato) pp. 6–7
  7. La condizione operaia al depuratore mi-nordCome dalla lettura di Simone Weil possono venire delle idee su come riorganizzare il lavoro e la loro gestione di un depuratore pubblico. Operai che facevano i guardiani che, senza incentivi economici, si trasformano in manutentori ognuno con un suo ruolo. Ma ora, la domenica, portano le famiglie a visitare il posto di lavoro. La necessità di colmare il vuoto culturale nella società
    Galbiati, Lele (intervistato) pp. 7
  8. da MostaAbdo e Mira
    pp. 8
  9. da MostarAdnan
    pp. 8–9
  10. da MostarKoschnick
    pp. 9
  11. di differenze e identitàL'impossibile correttezzaIl concetto di razza ha sostituito quello di classe, il peccato di razzismo è originale: nel nome della differenza il political correct con la sua intolleranza sta seminando incomunicabilità e sospetto. I primi segnali di un areazione speculare che metterà in discussione i diritti delle minoranze
    Carrera, Alessandro pp. 10
  12. di memoriaPiccoli pezzi di vitaIl problema drammatico di una memoria che non passa più nell'esperienza quotidiana e familiare. Lo spettacolo dell'orrore che rischia di suscitare rimozione e banalizzazione. Il surrogato dei film usati dalla scuola per consegnare la verità ai giovani. Arrivederci ragazzi e Schindler's List
    Canevaro, Andrea pp. 11
  13. di un libroDover vivere da innocenteL'odissea di un ragazzo di estrema sinistra che in un lontanissimo 76 si trovò sul posto di un delitto. Un processo durato 11 processi e 18 anni. La latitanza che guasta la vita quotidiana e gli affetti. Il mondo, in Francia, degli esiliati politici, esponenti di una generazione bella e sfortunatissima. Un Messico orribile dove scompaiono i bambini. La solidarietà che serve a sopravvivere e a perseguire una "giustizia giusta" . Il lento avvitamento in un epilogo tragico, evitato in extremis.
    Carlotto, Massimo (intervistato) pp. 12–13
  14. Di ambiente e altroL'autoL'alterazione profonda prodotta dall'auto sui nostri sensi. Periferie concepite in funzione dell'auto. La progressiva scomodità dell'auto e l'incredibile spreco della "stufa semovente". L'impossibile ritorno alla lentezza delle comunità vernacolare. Il cortocircuito fra mezzo prima e pubblico. L'idea del taxi collettivo
    Viale, Guido (intervistato) pp. 14–15
  15. storieLoroLa grande sensibilità di ragazzi che soffrono della sindrome dell'orfano. Le tante ore di fronte alla tv, le poche di sonno e la faticosa battaglia, forse persa, a favore del libro. Ma della exJugoslavia a casa hanno parlato. La necessità di un rapporto con loro innanzitutto affettivo
    Cappelletto, Giovanna (intervistata) pp. 16