Anno IV – Numero 35

Articoli del fascicolo – Una città

Articoli (13)

  1. ottobre (sommario)
    pp. 1
  2. un mese di un anno
    pp. 2
  3. Terzo invernoLo scoramento degli abitanti di Sarajevo che ora si aspettano di nuovo la guerra. Le offensive di cui si parla. La resistenza straordinaria della multiculturalità, a dispetto delle previsioni e dei desideri di mezzo mondo. Il drammatico dilemma fra la permanenza dei caschi blu e la fine dell'embargo sulle armi. La delusione per la mancata visita del papa. L'avevano preparata sgomberando macerie.
    Riva, Gigi (intervistato) pp. 2–3
  4. Precisazione
    Reiser, Vittorio pp. 3
  5. un papa e l'EuropaDa Danzica a SarayevoL'emblematico fallimento del viaggio del papa a Sarajevo: città simbolo della tolleranza e convivenza civile e ora del fallimento di un'idea dell'Europa che il papa polacco aveva sognato. Il Padre nostro che non è riuscito a recitare nella città martire. Il tema teologico dei diritti umani. Come per Moro, quando l'invocazione a Dio diventa lamento, nell'impotenza comune, da situazioni limite del dolore.
    Brunelli, Gianfranco (intervistato) pp. 4–5
  6. di problemi di giustiziaL'emergenza delle garanzieGli strappi alle regole indotti d'un clima di emergenza che da anni trasforma il reo in un nemico e il giudice in un combattente. L'impopolarità del garantismo e il rischio per la sinistra di trovare nei giudici un palliativo all'impotenza. Una rivoluzione culturale che imponga pene alternative alla cella
    Manconi, Luigi (intervistato) pp. 6
  7. di problemi di giustiziaUna iniqua impunitàL'impunità per il delatore, speculare all'aggravio delle pene, a conferma dell'uso improprio della carcerazione preventiva praticato finora. Il positivo accordo sull'estensione del patteggiamento. Un salutare ritorno a un clima di normalità e di confronto.
    Pisapia, Giuliano (intervistato) pp. 6–7
  8. storieCome avanzi di lagerQuando in un paese ai confini fra Slovacchia e Ucraina qualcosa cominciò a cambiare. Le false identità che forniscono nuovi nemici. Le dittature iniziano sempre con promesse di lavoro. L'umiliazione di andare per scuole a chiedere di essere ascoltata, a tentare di convincere ch elapropria madre morì davvero. La normalità del male della cattiveria, il non voler vedere i pericoli, un benessere che ha stordito tutti, una televisione che anestetizza il dolore di fronte a tante piccole Auschwitz. La terribile e disumana lotta per sopravvivere a cui furono costrette le vittime. L'idea sbagliata e controproducente che Auschwitz sia un problema degli ebrei
    Bruck, Edith (intervistata) pp. 8–9
  9. di problemi di scuolaInattualità dell'attualitàIl rito ei temi d'attualità. Una nuova parola magica, "memoria storica". Schindler's List e le reazioni dei ragazzi. La complessità dell'animo umano, l'istinto della rimozione e i due capitoli in più in un libro di storia.
    Melazzini, Carla pp. 10–11
  10. di società e altroConsumo di libertàLa crisi dell'identità fondate sul lavoro e la nuova identità, soft e impolitica, fondata sul consumo. La libertà è solo quella, ben materiale, di poter attraversare la metropoli.
    Ilardi, Massimo (intervistato) pp. 12–13
  11. di società e altroLa politica della menteDiminuzione del tempo di lavoro, crisi dello stato, esaltazione delle differenza: sono possibilità di libertà, ma anche di nuova barbarie. Il General intelletto, la vita della mente, non più solitaria ed elitaria, può forse diventare un nuovo luogo politico
    Virna, Paolo (intervistato) pp. 12–13
  12. di un libro e altroLa varietà del realeL'inconsistenza di molta poesia odierna, complice l'esigua schiera di lettori. Il dogma della fuga dal significato. Il successo ipnotico dell'oscurità di Heidegger e la chiarezza incompresa della Weil. L'inattualità dello scrivere, punto di resistenza alle tecnologie comunicative. Le dieci poesie che valgono una vita e stanno in un'antologia. L'etichetta poetica, piccolo status symbol culturale
    Berardinelli, Alfonso (intervistato) pp. 14–15
  13. storieLo spazio, il vento la radioIl lungo viaggio di una quindicenne dalla Brianza alla Patagonia per conoscere un nonno anarchico che nel lontano '26 per sfuggire ai fascisti, attraversò l'oceano per finirei in una terra lontana da tutto e da tutti e interminabile.
    Pariani, Laura (intervistata) pp. 16