Anno IV – Numero 32

Articoli del fascicolo – Una città

Articoli (20)

  1. maggio (sommario)
    pp. 1
  2. un mese di un anno
    pp. 2
  3. Speranza e responsabilitàUna destra brutta che non ha mai rispettato le regole, che può essere tutto, liberista e corporativa, località e mondialista. La necessità per la sinistra di coniugare realismo e speranza.
    Sinibaldi, Marino (intervistato) pp. 2
  4. Orti di Guerra
    Albinati, Edoardo pp. 2
  5. Una sinistra asocialeLa separazione tra sociale e politico degli anni 80, colmata dalla televisione. Il modello ratiere del processo del lunedì. La grande sconfitta operaia alla Fiat. Una sinistra senza dramma, senza pathos, priva di identità e incapace ormai di pedagogia. L'identità "così come si è" della destra.
    De Luna, Giovanni pp. 3
  6. luogocomuneAyrton Senna Da Silva
    Ronchi, Rocco pp. 3
  7. di problemi italianiAmor di patriaLa virtù civile, che vuol dire servire il bene comune perché condizione per il proprio, ha il suo movente nel patriottismo che non vuol dire fatto omogeneità culturale ed etnica. La Caritas civiim da Livio a San Tommaso d'Aquino a Simone Weil. Quando quelle strade, "gonfie di vuoto", improvvisamente furono patria per Natalia Ginzburg. La necessità per la sinistra di un linguaggio dell'unità
    Viroli, Maurizio pp. 4–5
  8. Facciamo bene la storia che ci ha fatto
    Sala, sergio pp. 5
  9. dalla BosniaStorie di SarajevoHusein Dzirlo, malandrino di Sarajevo, che aspetta l'amnistia in Italia per i vecchi conti con la nostra giustizia, che non sapeva che Andreotti non c'è più, che per due anni ha combattuto per Sarajevo e s'è alzato presto la mattina, che vorrebbe si sapesse che i delinquenti si sono adoperati per la gente comune
    Riva, Gigi pp. 6
  10. Falsa immagine di una falsa pace
    Disdarevic, Zlatko pp. 7
  11. letteraLe ferite e il rancore
    Seneia, Ilia pp. 7
  12. le leggi razziali del '38RicordarsiNel '38 all'improvviso i ragazzi ebrei dovettero lasciare scuola. Erano scattate le leggi razziali e compilate col censimento quelle liste di nomi che poi facilitarono enormemente il lavoro dei tedeschi. Un gruppo di studentesse del liceo classico Alfieri di Torino ha rintracciato e intervistato alcuni degli studenti di allora
    pp. 8–9
  13. Cosa scriveva la stampa di allora
    pp. 8–9
  14. di metropoli, ghetti e altroBlade RunnerL'ambivalenza del ghetto metropolitano: luogo degradato socialmente e vivace culturalmente. Luogo di comunità etniche che, a differenza di quelle, spesso orrende, radicate nel territorio, si ibridano, si arricchiscono nel confronto tra di loro. La fine della società centrata sul lavoro e la disperazione delle lotte metropolitane.
    Illuminati, augusto (intervistato) pp. 10–11
  15. altrecittàShu Lin
    Colafato, Michele pp. 11
  16. di storie italianeLeggevamo GramsciUna lunga militanza nel Mai, iniziata da ragazzo quando a scuola era controcorrente essere fascista. I campi Hobbit, il gramscismo di destra e l'imbroglio dell'anima "sociale" del Mai.
    Croppi, Umberto (intervistato) pp. 12–13
  17. stazioniSolchi
    Anedda, Antonella pp. 12
  18. di problemi di scuolaL'informazione e l'informatica
    Bugliani, Vincenzo pp. 13
  19. di geografia, politica e altroIl tempo lungo della geopoliticaNazionalismi, razzismo, guerre di religione, il rimosso del progresso che ritorna, il mondo che trema lungo le sue frontiere, il grande impero russo che ritorna a premere a sud, il baricentro dell'economia mondiale che si sposta da un oceano all'altro. È il grande ritorno della geopolitica, bandita come dottrina dello spazio vitale.Il peso della geografia sulla storia ma anche i rischi di nuovi determinismi.
    Sofri, Gianni (intervistato) pp. 14–15
  20. storieObbligataObbligata ad alzarsi in tram, a sentirsi diversa, a sdoppiarsi fra due persone, quella tranquilla di Maputo e quella sempre tesa di Roma. E ora anche la situazione brutta in patria, dove in umano è cambiato un mondo. Intervista a Caterina,mozambicana
    Caterina (intervistata) pp. 16